• Nessun prodotto nel carrello.

  • ACCEDI

INFORMATIVA PRIVACY NEL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE: ECCO COSA È CAMBIATO CON L’INTRODUZIONE DEL G.D.P.R.

Sarà una deformazione professionale, ma da un po’ di tempo a questa parte, appena entro in uno studio medico, prima ancora di chiedere chi sia l’ultimo in fila, mi guardo intorno alla ricerca del famoso “quadretto” che incornicia l’informativa privacy. Sì, la moda del momento. Beh, questo mi ha ispirato l’argomento del post di oggi: come s’inserisce l’informativa privacy nel rapporto medico-paziente e cosa è cambiato con l’avvento del G.D.P.R.

Sì perché pare che a dettare questa nuova moda sulle pareti degli studi medici sia stato proprio il Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 25 maggio dello scorso anno.

Come se prima ciò non fosse importante.

Beh, a ben guardare, l’informativa privacy nel rapporto medico-paziente ha sempre rivestito un ruolo fondamentale ai fini della tutela di quest’ultimo.

Ciò non toglie che il G.D.P.R ha ricoperto il suo peso anche in questo senso, dando una rinfrescata a ciò che stabiliva già il vecchio codice.

A chiarirci la nuova missione e i nuovi contenuti dell’informativa privacy nel rapporto medico-paziente è sempre l’avv. Giovanni Di Nunno, consulente legale SIR, che ha studiato per noi l’argomento.

Ecco cosa ha da dirci.

“Il nuovo Regolamento sul trattamento dei dati personali (G.D.P.R.) stabilisce che uno dei primi e più importanti obblighi che i medici, titolari del trattamento, devono assolvere, è la predisposizione e la comunicazione ai propri pazienti di una adeguata documentazione informativa sulla privacy.

Ebbene, la suddetta informativa non è altro che un insieme di informazioni che vengono trasmesse dal titolare-medico all’interessato-paziente, in una fase antecedente rispetto all’effettivo trattamento dei dati personali di quest’ultimo.

A ben vedere, l’obbligo di fornire l’informativa, non è una novità assoluta introdotta dal G.D.P.R., poiché anche la vecchia disciplina contenuta nel Codice Privacy, imponeva al medico di fornire al paziente un documento informativo che attestasse le modalità di trattamento dei suoi dati personali, prima dell’effettivo trattamento.

Quello che il G.D.P.R. ha parzialmente innovato dell’informativa è il contenuto e le modalità di redazione della stessa.

In primo luogo, bisogna evidenziare che l’informativa può essere indistintamente in forma cartacea o informatizzata, pertanto potrà essere consegnata brevi manu al paziente, ovvero pubblicata su canali informatici quali sito web e/o e-mail del titolare. In ogni caso, si consiglia vivamente anche una affissione dell’informativa nei locali dello studio medico o della struttura sanitaria, ove i pazienti possano agevolmente prenderne visione.

Per quanto riguarda i criteri di redazione, il G.D.P.R. prescrive chiaramente che l’informativa sulla privacy debba essere: concisa, trasparente, intelligibile e redatta con un linguaggio semplice e chiaro. Tale prescrizione serve ad agevolare i pazienti e, più in generale, i soggetti interessati al trattamento, nella reale comprensione dei loro diritti e soprattutto di che cosa vuol dire “trattamento di dati personali”, locuzione sicuramente abusata, ma ancora troppo spesso oggetto di comportamenti superficiali, sia da parte dei titolari che da parte degli interessati.

Con riferimento, invece, al contenuto minimo dell’informativa, il Regolamento prescrive l’indicazione:

  1. a) dei dati di contatto dei soggetti coinvolti nel trattamento (Titolare, Responsabile, D.P.O. ecc.);

  2. b) delle finalità cui mira il trattamento;

  3. c) della base giuridica del trattamento, ovvero l’indicazione delle condizioni che legittimano il titolare ad effettuare il trattamento dei dati personali del paziente;

  4. d) dei destinatari dei dati raccolti;

  5. e) del periodo di conservazione dei dati, o, in alternativa, dei criteri per stabilire la durata della conservazione, questo nel caso in cui non fosse possibile indicarlo a priori;

  6. f) dei diritti di cui può avvalersi l’interessato (es. diritto di accesso, diritto di rettifica e cancellazione, diritto alla portabilità, diritto alla revoca del consenso e diritto alla presentazione di un reclamo).

Infine, la norma stabilisce che l’informativa debba essere fornita al paziente sia nel caso in cui i dati personali siano raccolti direttamente presso l’interessato (art. 13 G.D.P.R.), che nel caso in cui i dati del paziente siano raccolti presso terzi (art. 14 G.D.P.R.), in quest’ultimo caso il medico, titolare del trattamento, dovrà anche premunirsi di indicare la fonte di provenienza dei suddetti dati.

In conclusione, al termine di questa breve ricognizione, possiamo sostenere che le novità introdotte dal G.D.P.R. in materia di informativa privacy, hanno fatto sì che tale obbligo non costituisca un mero adempimento formale, ma uno strumento perfezionato per garantire l’informazione e la trasparenza nel rapporto medico-paziente.

Avv. Giovanni Di Nunno”

Insomma hai compreso, attraverso la chiara esposizione dell’avv. Di Nunno, quanto sia importante l’informativa privacy nel rapporto medico-paziente.

Un’azione tutt’altro che banale e riducibile a un’affissione sulle pareti del tuo studio.

Metodo senz’altro efficace perché sia esposto a tutti simultaneamente, ma che richiede, in ogni caso, la giusta cura e compilazione.

Per cui, la mia domanda è: hai già verificato se l’informativa esposta nella sala d’attesa del tuo studio risponde ai dettami del G.D.P.R.?

Ecco, in realtà si tratta solo della punta dell’iceberg, perché la vera montagna è sotto.

Certamente non ti basta avere l’informativa a posto perché tu possa dirti in Regola con la nuova normativa sulla privacy.

Perché questo avvenga è necessario seguire precisi adempimenti, non lasciare nulla al caso e soprattutto all’incompetenza di chi non mastica ancora bene la materia.

Noi di Subito in Regola abbiamo messo su un servizio dedicato esclusivamente al mondo medico proprio per questa ragione. Perché siamo convinti che non basti essere specialisti dell’ambito privacy per offrire una buona consulenza, ma bisogna conoscere bene anche il settore sanitario e la tutela dei dati particolari.

Se sei ancora curioso di sapere a che punto sei con l’adeguamento al G.D.P.R. , a partire dall’informativa, allora compila questa semplice check-list e scoprirai subito la risposta.

Ricorda bene una cosa, però, non sono l’unica a guardarsi intorno nella sala d’aspetto del tuo studio, per sapere come tratti i miei dati personali. Molti altri lo fanno. E non tutti sono così buoni da spendere tempo a fornirti consigli utili.

Qualcuno potrebbe addirittura pensare di farla diventare un’arma contro di te, se non ha a cuore il tuo lavoro.

Non sottovalutare l’informativa privacy nel rapporto medico-paziente. Spesso sono i dettagli a fare la differenza.

Alla prossima

Paola – Responsabile Comunicazione Subito in Regola

0 responses on "INFORMATIVA PRIVACY NEL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE: ECCO COSA È CAMBIATO CON L'INTRODUZIONE DEL G.D.P.R."

Leave a Message

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

©Subito-in-regola.it

Setup Menus in Admin Panel