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IL GARANTE PRIVACY DETTA LE REGOLE NELLA SANITÀ: ECCO COSA STABILISCE

Oggi vorrei richiamare la tua attenzione su un aspetto già abbondantemente trattato nei miei precedenti articoli, con una declinazione, questa volta, più concreta: rimarcare le novità introdotte dal Regolamento Generale per la Protezione dei Dati personali.

Sì, perché pare che il Garante Privacy stia facendo sentire la sua voce in merito all’applicazione del G.D.P.R. anche nel settore medico.

Da qualche settimana, infatti, con provvedimento del 7 marzo del 2019, il Garante ha reso pubblici i chiarimenti sull’applicazione della disciplina di protezione dei dati in ambito sanitario.

Così, di fatto, il garante privacy detta le regole nella sanità, toccando tutti quelli che fino ad ora sono stati i tuoi più grandi interrogativi e, forse, i tratti più salienti del GDPR, per la tua attività.

Con quest’ultimo provvedimento, il Garante ha stabilito, ad esempio, che:

  • diversamente dal passato, il professionista sanitario non è più tenuto a chiedere il consenso al paziente per il trattamento necessario alla prestazione sanitaria richiesta da quest’ultimo. Ciò vuol dire che, essendo già vincolato al segreto professionale, in questa precisa circostanza, sei sollevato dall’obbligo del consenso tanto se operi come libero professionista, tanto se sei alle dipendenze di una struttura sanitaria pubblica o privata;
  • il professionista invece è tenuto a raccogliere il consenso per tutti quei casi in cui i trattamenti sono attinenti alla cura, ma in senso lato e comunque non strettamente necessari;
  • il professionista, inoltre, ha l’obbligo di raccogliere il consenso in tutti quei casi in cui i trattamenti sono connessi all’utilizzo di app mediche, sono finalizzati alla fidelizzazione della clientela, per finalità promozionali o commerciali o elettorali.

Il garante, inoltre, chiarisce che il Data Protection Officer non è necessario per il singolo professionista, a differenza della struttura sanitaria per cui, invece, è obbligatorio.

Rimane invece ibrida la casistica degli studi associati, per cui a fare la differenza sarebbe il trattamento dei dati “su larga scala”.

Di recente, infine, il Garante Privacy ha emanato anche il piano delle ispezioni per il primo semestre 2019, fissando fra i soggetti nel mirino anche attività e professionisti del settore sanitario che fanno largo uso di strumenti di marketing.

Insomma, se pensavi di poter dormire sonni tranquilli solo perché ormai l’ondata mediatica sulle nuove regole per la privacy sembrava superata, beh, ti sei sbagliato di grosso.

Anzi, ti dirò di più, fino ad ora è stata rispettata una certa “tolleranza” nell’applicazione del GDPR anche da parte dei professionisti sanitari.

Ora la musica è cambiata. È trascorso quasi un anno e certamente si tratta di un tempo sufficiente ad assimilare le nuove disposizioni in materia.

Posso comprendere il tuo disappunto, se commisurato alla mole di lavoro che già porti avanti quotidianamente.

È soprattutto pensando a questi tempi “così duri e ristretti” che abbiamo allestito i nostri servizi. Immaginavamo, quasi come un presentimento, che presto si sarebbero agitate le acque. E non ci siamo sbagliati.

Il Garante Privacy detta le regole anche in ambito sanitario e inizia a far piovere le sue prime sanzioni.

Era prevedibile.

Quasi inevitabile.

Ma, siamo sinceri, non ci hai creduto neanche tu all’inizio e un po’ hai lasciato scorrere.

Ora il giorno dell’esame sta per arrivare, non hai completato il programma e un po’ ti senti con l’acqua alla gola.

Una cosa è certa, per il bene delle tue finanze e della tua credibilità: non devi farti trovare impreparato.

Per questo ci siamo noi di Subito in Regola a guidarti in questo mondo così complesso.

In primo luogo devi tenerti informato, aggiornandoti con tutti i materiali inerenti il GDPR. Dal testo del Regolamento, al Decreto Attuativo fino a questi ultimi chiarimenti.

Per quanto vorremmo sostituirci a te, purtroppo domani sarai chiamato tu a dar conto agli ispettori e, per questa ragione, ti toccherà studiare.

Noi di Subito in Regola abbiamo pensato di agevolarti il lavoro collezionando tutto il materiale che ti serve consultare nell’area riservata del nostro sito pensata appositamente per te.

Ti basterà iscriverti gratuitamente, per poterlo visionare e scaricare.

In secondo luogo abbiamo elaborato una check-list semplice e intuitiva che puoi compilare in assoluta autonomia, per comprendere come sei messo dal punto di vista della privacy.

Inutile dirti che se il semaforo sarà rosso, ti toccherà rimboccarti le maniche e trovare presto una soluzione per allinearti.

Sì perché i tanto famosi software gestionali dietro cui molti professionisti si stanno riparando, in realtà, hanno già mostrato le loro lacune. Presto ti dimostrerò anche come.

Ahimè, non sempre la macchina è amica dell’uomo, specie quando si tratta di questioni così delicate.

Da queste ultime notizie, di fatto, non c’è da star tranquilli. Anzi, tocca darsi da fare e in fretta anche o, come è già toccato a qualcuno, corri il rischio di passare alla storia come uno dei primi a cui sono state applicate le famose sanzioni per negligenza nel trattamento dei dati dei propri pazienti.

Non esitare, allora.

Compila la check-list e scopri subito qual è lo stato di salute del tuo studio, sul versante privacy.

D’altronde, se il garante privacy detta le regole a te spetta solo metterti Subito in Regola!

A presto

Paola – Responsabile Comunicazione Subito in Regola

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