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G.D.P.R.: CONOSCIAMO LE SUE ORIGINI PER NON TEMERLO E CONSIDERARLO ADDIRITTURA UN ALLEATO

Il 25 maggio 2018 è definitivamente entrato in vigore il tanto temuto G.D.P.R., il Regolamento UE che introduce una nuova disciplina comunitaria sul trattamento, sulla circolazione e sulla protezione dei dati delle persone fisiche.

So perfettamente questa novità ha creato non poco scompiglio in tutto il mondo imprenditoriale e, ancor più, professionale.

Così come, sono certa, non abbia lasciato indifferente neanche te che ancora oggi cerchi di trovare il bandolo della matassa.

Magari, proprio nei momenti di maggiore disorientamento, ti sei persino chiesto il motivo di tutto ciò, perché, come si dice spesso, “forse stavi meglio quando stavi peggio”.

Ma chi ha detto che l’introduzione del G.D.P.R. da parte dell’Unione Europea sia addirittura peggio del peggio?

No, perché, da che mondo è mondo, i cambiamenti non nascono dal nulla, ma seguono logiche precise e sono dettate dalle evoluzioni dei tempi.

In questo senso non fa eccezione neanche la macchina legislativa comunitaria.

Per questo mi preme spiegarti le ragioni sottese a questa innovazione regolamentare in ambito privacy.

Solo che a farlo non sarò io, ma l’avvocato Givanni Di Nunno, uno dei miei più preziosi consulenti in ambito legale per ciò che concerne la privacy e l’applicazione del G.D.P.R., a cui da oggi in poi intendo lasciare la parola, per regalarti alcune perle informative molto utili e mai scontate.

E sì, perché alla base di ogni evoluzione ci deve essere sempre una corretta informazione.

Ecco, allora, cosa ha da dirci Giovanni in merito alle ragioni che hanno condotto alla stesura del nuovo regolamento per la protezione dei dati personali.

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Il regolamento UE n. 679/2016 (General Data Protection Regulation o G.D.P.R.), ha abrogato, di fatto, la vecchia Direttiva 95/46/CE che aveva precedentemente indirizzato gli stati dell’Unione ad introdurre una apposita disciplina in materia di protezione dei dati personali.

L’esigenza di innovare la materia del diritto alla privacy dal punto di vista legislativo si è sviluppata di pari passo rispetto alla costante espansione tecnologica che ha caratterizzato l’ultimo decennio, dove molti aspetti della vita delle persone, che prima erano e restavano riservati, sono stati “toccati” e spesso divulgati in nome del mantra del nuovo secolo: la “condivisione”.

Si è assistito e si assiste, in breve, ad un utilizzo di dati personali mai visto in precedenza, sia da parte dei singoli cittadini che da parte delle imprese, sia in ambito privato che pubblico.

Le nuove tecnologie hanno influenzato non solo l’economia ma anche le relazioni sociali.

Questo cambiamento epocale ha fatto si che la vecchia disciplina nascente dalla direttiva 95/46/CE che ha dato luogo al D.lgs. n. 196/2003 (Codice Privacy) diventasse per molti aspetti desueta semplicemente perché, qualche decennio fa, determinati contesti tecnologici e sociali non erano concepibili da parte del legislatore.

Pertanto si è sentita la necessità di riadeguare la materia della protezione dei dati personali, ristabilendo le “regole del gioco” e abbandonando lo strumento della direttiva a favore del regolamento comunitario.

La differenza fra queste due fonti legislative, seppur tecnica, è indicativa del diverso e maggiore grado di attenzione che il legislatore comunitario e gli Stati membri intendono attribuire alla materia della protezione dei dati personali.

Difatti, mentre la direttiva europea stabilisce dei principi generali, cui dovranno uniformarsi tutti gli Stati dell’UE, mediante le proprie leggi nazionali di recepimento, il Regolamento è una legge comunitaria direttamente applicabile in ognuno di questi.

In altre parole, con la direttiva sulla privacy, l’UE stabiliva il perimetro della norma e gli Stati membri potevano legiferare liberamente al suo interno.

La conseguenza più intuitiva di tale approccio si riscontrava  nel fatto che ogni Stato aveva adottato norme nazionali diverse, seppur allineate ai medesimi principi comunitari.

Il Regolamento europeo, invece, non concede agli Stati ampia libertà di legiferazione in materia.

Giocoforza, ogni disposizione del nuovo G.D.P.R. avrà la medesima applicazione in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

Si è trattato, in sintesi, della scelta più sensata, in un contesto tecnologico che ha completamente abbattuto le barriere, creando l’urgenza di una disciplina organica della materia, con un ambito di applicazione certo e uguale in tutti gli Stati dell’Unione.

Avv. Giovanni Di Nunno

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In un contesto del genere, appena chiarito da Giovanni, capisci bene come il G.D.P.R. sia tutt’altro che superfluo o inutile come “provvedimento” per tutelare tutti noi, incluse imprese e professionisti, dal rischio di divulgazione accidentale di dati sensibili.

Chiudersi dietro un atteggiamento di resistenza, quasi rigetto, nei suoi confronti, non ti aiuterà a superare il disagio, anzi. Ti porterà semplicemente a ritardare tutti quegli adempimenti che tu, in qualità di operatore sanitario, sei tenuto a rispettare forse più di altri.

Noi di Subito in Regola, però, non amiamo tirare il sasso e nascondere la mano.

Così, oltre a regalarti le pillole settimanali dei nostri consulenti, sul nuovo Regolamento per la Protezione dei Dati personali, ti diamo anche un supporto concreto e completo per una sua tempestiva implementazione nella tua realtà professionale.

Registrati al portale Subito in Regola e potrai scoprire, attraverso pochi passaggi, se sei già allineato al G.D.P.R. o devi darti da fare per non rimanere indietro.

In realtà, questo sarà il tuo unico adempimento, perché al resto penseremo noi: dalla modulistica, al registro dei trattamenti, fino alla valutazione d’impatto, senza dimenticare la formazione per te e i tuoi collaboratori coinvolti nella gestione della privacy.

Perciò, se da una parte è vero che “nessun cambiamento può avvenire senza un po’ di scomodità”, è altrettanto vero che basta guardarsi un po’ intorno per scoprire strade più comode e sicure che ti aiuteranno a superare il mutamento, alleviando ogni possibile inconveniente.

Non temporeggiare troppo, perché presto potresti incorrere in antipatiche denunce da parte dei tuoi clienti e ancora più antipatiche multe da parte dell’Autorità Garante.

Sono certa che farai la scelta giusta per te e i tuoi pazienti.

Ci vediamo presto.

Paola Setteducati – Responsabile Comunicazione Subito In Regola

8 Novembre 2018

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